Arti marziali e difesa personale

Qual è la differenza tra autodifesa e arti marziali?
Si potrebbe sintetizzare dicendo che la difesa personale rappresenta l’aspetto più fisico ed “esterno” dell’arte marziale. Ma non solo. Mentre la prima infatti si sforza di riferirsi a situazioni il più possibile realistiche di ipotetiche aggressioni, la seconda contempla anche una – spesso discussa – etica di combattimento.
Difesa personale: tecniche efficaci e atteggiamento mentale
Nella difesa personale si insegnano le tecniche più efficaci ed immediate per mettere fuori combattimento un aggressore, ma anche come prevenire situazioni potenzialmente pericolose e, soprattutto, si apprende che un’efficace difesa dipende dall’atteggiamento mentale ed emotivo, oltre che dalle competenze tecniche. L’effetto di un tale addestramento dovrebbe rendere più sicuri di sé, più capaci di osservare l’ambiente per prevenire eventuali pericoli, più attenti a come ci si pone nei confronti nel prossimo – con tutte le sfumature del caso.
Arte marziale: crescita materiale e crescita interiore
L’arte marziale agisce in altro ambito. Il principale scopo è quello formativo ed educativo e l’arte del combattimento, a differenza ad esempio degli sport da combattimento che coltivano la visione agonistica, è finalizzata, oltre che all’efficacia nella difesa, alla crescita dell’individuo in termini materiali e interiori.
Lo spirito dell’Arte Marziale trascende quindi l’abilità tecnica e la preparazione fisica.
Trascende, non tralascia. La necessità di una pratica seria e costante rimane, ma la visione che stimola il praticante è ben più dilatata.
Il vero nemico da sconfiggere è dentro se stessi?
In molti film e libri ricorre una frase in odore di saggezza che recita “il vero nemico da sconfiggere è dentro se stessi”. Senza voler contraddire tale affermazione, la cui valenza per altro dipende dalla visione di chi la enuncia, oserei dire piuttosto che il vero nemico è quel sonno della coscienza che tiene sopite le energie, che conduce l’essere umano verso un egocentrico individualismo, che alimenta sentimenti come la paura e l’odio in ogni sua forma e che lascia indifferenti verso le forme di ingiustizia. Per riassumere, che mantiene l’uomo in una profonda ignoranza. E di questo meccanismo ogni essere umano è vittima fin dal momento della nascita. Ed è un nemico che non va mai al tappeto, che non è possibile sconfiggere definitivamente, ma col quale invece si deve combattere ogni istante senza tema di sconfitta.
Arti marziali e monaci Shaolin
Non è un caso che la nascita delle arti marziali veda la sua leggendaria collocazione nel Tempio di Shaolin, in Cina. Esistevano già altre arti marziali all’esterno del monastero, ma qui Bodhidharma (28° patriarca del Buddhismo indiano e primo patriarca del Buddhismo Chan cinese – il più conosciuto Zen giapponese –, arrivò in Cina intorno al 500 D.C. per diffondere il buddismo) coltivò lo spirito dei monaci simboleggiando, attraverso addestramenti e combattimenti per niente simbolici, l’eterna lotta per vincere il sonno della coscienza. Questo permise la nascita di quella schiatta di monaci guerrieri che divennero famosi dapprima in tutta la Cina e poi nel resto del mondo.
L’insegnamento di Parsifal a Milano e Verona
Ben consapevoli che le esigenze di ognuno possono essere le più svariate, nei centri Parsifal di Milano e Verona si propone un insegnamento che ciascuno può approfondire a piacimento, trovando soddisfazione nell’apprendimento della difesa personale oppure intraprendendo il più articolato e complesso percorso dell’arte marziale, sia con la pratica del Tai Chi Chuan che del Fire Power.






