A proposito di Zen - Alcuni Haiku

zen yoga parsifal

Monti d’estate.

Da un capo all’altro della capitale solo, vola un airone.

YOSA BUSON (1716-1783)

Yosa Buson seguì le orme di Basho.

L’Haiku fu un modo per esprimere, con raffinatezza e amore, la sua esperienza e visione interiore.

Molti allievi, nel tempo, si raccolsero intorno a questo Maestro.

La Tradizione Zen insegna a sviluppare il giusto rapporto con la vita e il mondo circostante, un sentire fervido e privo di attaccamento.

Induce a un’attenzione sensibile e accurata, che sempre più diviene un moto dello spirito, una visione spontanea e naturale che incontra e si fonde con la vita stessa.

L’Haiku, proprio attraverso gli elementi più semplici, richiama l’attenzione verso “ciò che è”, riuscendo a esprimere la totalità del Cielo, dell’Uomo e della Terra.

Pochissime immagini lo caratterizzano, in cui vissuto interiore e vissuto esteriore si compenetrano, esprimendosi reciprocamente.

Le parole incorniciano il più piccolo particolare, il dettaglio che sfuggirebbe a uno sguardo disattento, e lo permeano di consapevolezza, permettendo di entrare nel piacere della sua essenza.

Lo Zen ammaestra alla tensione verso quella Perfezione autentica semplice e retta, getta un seme così che essa possa connaturarsi al nostro essere.

Questa Via, in tutte le sue espressioni, è un’esperienza dell’Essere. Il punto fondamentale è la disciplina del Cuore: intensamente raccolto in se stesso il praticante cerca di raggiungere quella disposizione in cui l’anima si ridesta.

Congiunto al Cuore della sua arte, d’un tratto, egli coglie, realizza, il Cuore di una Realtà profondissima.

 

Immobile la rana contempla il vagar delle nuvole.

Sera di primaverile.

Seguo un profumo che sta per spegnersi.

Disgelo.

Un tabi sul kotatsu dell’amata.

Al suo termine, la strada si avvicina al profumo.

Biancospini in fiore.

La luna si posa su quattro o cinque persone

Durante la danza.

Notte d’autunno.

I monaci di Nara Leggono antichi libri.

Cielo d’autunno.

Ieri hanno lasciato andare le gru.

Fiume d’inverno.

Qualcuno ha gettato via delle rape rosse.

Nella sera, che è rapida a svanire risplendono le stelle.

Campi spogli.

Nel paese natio facciamo tardi la notte, avvolti nei futon.

La cima dell’albero di canfora diventa pietra!

Luna d’inverno.